Tenerife dice Stop agli influencer irresponsabili: l’isola delle Canarie che dice basta al turismo senza regole!

Tenerife dice basta al turismo incontrollato e agli influencer irresponsabili che mettono a rischio l’ambiente per ottenere visibilità online. L'isola ha istituito una nuova Unità di Vigilanza Ambientale Digitale per monitorare i social media, individuare comportamenti illeciti in aree protette e sanzionare chi viola le regole. La misura risponde alle crescenti preoccupazioni dei residenti e mira a proteggere il fragile patrimonio naturale delle Canarie.
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Tenerife prende posizione contro il turismo incontrollato e dannoso per l’ambiente, lanciando un messaggio chiaro: stop agli influencer irresponsabili. L’isola si ribella a chi trasforma luoghi naturali protetti in set fotografici, ignorando regole e rispetto per l’ambiente. Il Cabildo di Tenerife ha istituito una Unità di Vigilanza Ambientale Digitale, con il compito di monitorare le reti sociali per individuare e sanzionare comportamenti illeciti nei parchi e nelle aree protette. Una misura necessaria, dicono le autorità, per proteggere un patrimonio naturale sempre più sotto pressione.

Il volto nascosto della viralità: quando un like costa troppo

Negli ultimi anni, Tenerife ha vissuto un’impennata di visitatori attratti da post, reel e video virali che mostrano luoghi “segreti” dell’isola. Tuttavia, molti di questi contenuti nascondono una realtà scomoda: azioni pericolose e illegali, spesso compiute per ottenere visibilità online.

Tra i casi più eclatanti, un video nel Parque Nacional del Teide mostra una turista accendere bengala in un’area dove è severamente vietato farlo. In un altro filmato, si vedono giovani sollevare pietre vulcaniche come fossero pesi da palestra, ignorando del tutto il valore geologico e ambientale del luogo.

Il Mirador de Chipeque, famoso per la sua vista mozzafiato, è diventato teatro di comportamenti incivili: turisti che fumano vicino a zone boschive già colpite da incendi e droni che volano senza autorizzazione. Scene così frequenti che non stupiscono più, ma che mettono a rischio ecosistemi fragili e preziosi.

Nasce la polizia digitale dell’ambiente

La risposta delle istituzioni è chiara e concreta. Il Cabildo di Tenerife ha creato una Unità di Vigilanza Ambientale Digitale per identificare contenuti online che violano le norme ambientali. Due tecnici dedicati, affiancati dagli agenti del corpo forestale e in collaborazione con la Guardia Civil e la Polizia Canaria, monitoreranno TikTok, Instagram, YouTube e altri social per individuare e documentare le infrazioni.

Tra le attività sanzionabili ci sono:

  • L’uso di droni in zone protette
  • La raccolta di elementi naturali come pietre o piante
  • L’organizzazione di feste illegali
  • Il campeggio abusivo
  • La circolazione fuori dalle piste autorizzate
  • Il semplice atto di diffondere questi comportamenti online

Le multe vanno dai 100 ai 600.000 euro, a seconda della gravità dell’infrazione. “Le reti sociali non possono diventare zone franche dove tutto è permesso”, ha dichiarato la presidente del Cabildo, Rosa Dávila, durante una conferenza stampa.

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Mirador de Chipeque, una delle viste più virali di Tenerife 🇮🇨. Ma quando il turismo diventa solo contenuto social… la natura paga il prezzo. Tenerife ha detto basta agli influencer ❌ #todacanarias #isolecanarie #notizie

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Stop agli influencer irresponsabili: un messaggio forte anche ai turisti

Il messaggio che Tenerife vuole lanciare è forte e chiaro: non siamo un set fotografico, siamo una terra da rispettare. L’iniziativa è stata accolta con favore da gran parte della popolazione locale, da tempo stanca della trasformazione dei loro spazi naturali in luoghi sovraffollati e danneggiati.

Secondo Jaime Coello, portavoce della piattaforma “Canarias tiene un Límite”, “l’isola si è trasformata in un prodotto da vendere su Instagram, un luogo dove tutto è permesso per ottenere qualche like in più”. Ma la pazienza è finita. E non è solo una questione estetica o di affollamento: è in gioco il futuro del patrimonio ambientale delle Canarie.

“Non possiamo accettare che un video virale diventi più importante della sopravvivenza dei nostri ecosistemi”, ha ribadito Rosa Dávila. E se questo significa combattere gli influencer irresponsabili, allora la lotta sarà serrata, anche online.

Un esempio per altre destinazioni turistiche?

L’azione del Cabildo di Tenerife potrebbe diventare un modello replicabile in altre località turistiche che soffrono le conseguenze della sovraesposizione digitale. La chiave non è demonizzare i social media, ma regolare l’uso degli spazi naturali e premiare chi li racconta con rispetto.

In un’epoca in cui tutto viene condiviso, è fondamentale che anche la consapevolezza ambientale diventi virale. E forse, proprio da un’isola che ha detto stop agli influencer irresponsabili, può partire un nuovo modo di viaggiare: più etico, più consapevole, più sostenibile.

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