“Alle Canarie non c’è storia”. Questa è una delle frasi che Luca e Selvaggia, residenti nell’arcipelago dal 2014, sentono ripetere più spesso. Ma la realtà è esattamente l’opposto. In questo nuovo approfondimento, smontiamo il mito delle isole come semplice “GardaLand dell’Atlantico” per scoprire una ricchezza culturale che affonda le radici nel XV secolo e che vede proprio gli italiani come protagonisti dimenticati.
Il Pregiudizio del “Senza Storia”
Perché molti italiani sono convinti che le Canarie manchino di cultura? Secondo Luca e Selvaggia, il problema è il tipo di turismo “mordi e fuggi” che si limita alle spiagge del sud e ai locali notturni. Chi si ferma alla superficie vede solo resort e cemento, ma basta spostarsi di pochi chilometri per camminare su secoli di storia.
Vivere alle Canarie nel 2026 significa anche onorare l’eredità dei Guanches (gli aborigeni delle isole) e comprendere come l’invasione spagnola abbia trasformato questo avamposto nel centro gravitazionale del commercio mondiale tra Europa, Africa e Americhe.
Gli Italiani alle Canarie: Un Legame Secolare
Forse non tutti sanno che tra il XV e il XVI secolo, mercanti genovesi e liguri furono tra i principali motori economici delle isole. Le Canarie non erano solo un punto di passaggio per Cristoforo Colombo, ma un vero snodo strategico dove l’imprenditoria italiana ha lasciato segni indelebili nell’architettura e nell’economia locale (si pensi alla produzione di zucchero e vino).
Garachico: La “Porta sul Mondo” distrutta dal Vulcano
Un esempio lampante della densità storica canaria è Garachico, a Tenerife. Prima dell’eruzione vulcanica del 1706, Garachico era il porto commerciale più importante dell’isola. Luca e Selvaggia raccontano come questo borgo fosse il punto di connessione tra il vecchio e il nuovo mondo.
- L’Eruzione: La lava distrusse il porto florido, costringendo il commercio a spostarsi verso Santa Cruz.
- Oggi: Garachico resta un gioiello architettonico che testimonia la resilienza del popolo canario e la ricchezza di un’epoca d’oro commerciale.
Oltre il Turismo di Massa: Musei e Borghi Storici
Per chi vuole realmente “conoscere” le Canarie, Luca e Selvaggia consigliano di abbandonare le zone turistiche e visitare:
- San Cristóbal de La Laguna: Patrimonio UNESCO, con un’architettura coloniale che ha fatto da modello per le città dell’America Latina.
- Icod de los Vinos: Celebre per il suo Drago Millenario e la tradizione vitivinicola secolare.
- La rete dei Musei: Dalla Casa de Colón a Las Palmas al MUNA di Santa Cruz, dove è possibile scoprire la storia pre-ispanica e naturale dell’arcipelago.
Domande Frequenti sulla Cultura Canaria
Quali sono le città più storiche delle Canarie?
Le città con la maggiore densità storica sono San Cristóbal de La Laguna e Garachico a Tenerife, Vegueta (il quartiere storico di Las Palmas) a Gran Canaria, e Betancuria a Fuerteventura.
Esistono siti archeologici visitabili?
Certamente. Siti come la Cueva Pintada a Gran Canaria o i centri di interpretazione dei Guanches a Tenerife offrono una visione profonda della vita delle popolazioni indigene prima della conquista spagnola.
Qual è il legame tra l’Italia e la storia delle Canarie?
Il legame è fortissimo: navigatori genovesi (come Lanzarotto Malocello, da cui prende il nome Lanzarote) e mercanti liguri furono tra i primi europei a stabilirsi e investire stabilmente nelle isole tra il 1400 e il 1500.
Perché le Canarie sono considerate un “ponte” tra i continenti?
A causa della loro posizione geografica e degli Alisei, le isole sono state per secoli l’ultima tappa obbligatoria per le navi dirette nelle Americhe, influenzando cucina, musica e architettura di entrambi i lati dell’Atlantico.



