Fallimento di FlyGo: cosa possono fare i viaggiatori truffati dal portale dei voli low cost

Il portale FlyGo, noto per la vendita di voli low cost, è stato dichiarato fallito dal Tribunale di Bucarest il 7 agosto 2025. Migliaia di utenti hanno pagato biglietti mai ricevuti, senza assistenza né rimborsi. Chi ha subito un danno può richiedere di essere inserito tra i creditori dell’azienda, inviando la documentazione entro il 22 settembre 2025 al tribunale romeno. Il sito è ancora online, esponendo altri utenti al rischio di nuove truffe. Le associazioni dei consumatori invitano a sporgere denuncia e, se si è pagato con carta di credito, a contattare la banca per provare a recuperare i soldi.
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Il fallimento di FlyGo ha lasciato dietro di sé una lunga scia di delusione e rabbia. Migliaia di viaggiatori si sono ritrovati senza biglietti né rimborsi, vittime inconsapevoli di un portale che per anni ha operato nel mercato dei voli low cost promettendo risparmio e praticità. Oggi, quella promessa si è trasformata in una trappola digitale. Ma chi ha subito un danno può ancora fare qualcosa.

Cos’è successo con FlyGo: la cronaca di una chiusura annunciata

Per molti utenti era diventata una tappa obbligata prima di ogni partenza: FlyGo, sito con sede a Bucarest ma attivo anche in Italia e Spagna, si era costruito una solida reputazione tra i cacciatori di offerte. Prezzi competitivi, prenotazioni rapide, un’interfaccia intuitiva. Tutto sembrava funzionare, almeno fino a dicembre 2023.

Da quel momento in poi, i primi segnali di crisi: clienti che pagavano biglietti mai ricevuti, assistenza clienti inesistente, transazioni completate ma senza alcun riscontro. Alcuni hanno speso poche decine di euro, altri centinaia, se non migliaia. In ogni caso, il risultato è stato lo stesso: nessun volo, nessun rimborso.

Il colpo di grazia è arrivato il 7 agosto 2025, quando il Tribunale di Bucarest ha dichiarato il fallimento di Fly Go Voyager Srl, decretandone l’uscita definitiva dal mercato.

Attenzione: il sito è ancora online

Uno degli aspetti più inquietanti della vicenda è che, nonostante il fallimento, il sito di FlyGo risulta ancora accessibile. Chi non è a conoscenza della situazione rischia di acquistare nuovi biglietti, ignaro del fatto che il portale non è più in grado di emettere titoli di viaggio validi.

Federconsumatori ha già chiesto il blocco immediato della piattaforma e l’intervento delle autorità competenti per evitare ulteriori danni agli utenti. Anche la Polizia Postale è intervenuta, tentando l’oscuramento del sito, ma con risultati altalenanti.

Il messaggio è chiaro: non acquistate nulla da FlyGo, nemmeno se il sito appare funzionante. Il rischio di truffa è ancora concreto.

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Come fare richiesta di rimborso dopo il fallimento FlyGo

Per chi ha subito un danno economico, c’è ancora una possibilità di recuperare almeno parte dei soldi spesi. Gli utenti coinvolti possono presentare domanda di ammissione al passivo come creditori entro il 22 settembre 2025. L’istanza deve essere inviata via email al Tribunale di Bucarest (indirizzo: trb-insolventa@just.ro), allegando:

  • dati personali (nome, cognome, indirizzo, contatti)
  • ricevute di pagamento
  • eventuali conferme di prenotazione
  • corrispondenze con il servizio clienti (email, screenshot, ecc.)

Questa procedura non garantisce il rimborso totale, né tempi brevi, ma rappresenta l’unico canale ufficiale attraverso cui far valere i propri diritti nella procedura fallimentare.

Altre strade per tutelarsi: banche e forze dell’ordine

Parallelamente, le associazioni dei consumatori invitano gli utenti a presentare denuncia presso i Carabinieri o la Polizia Postale, per segnalare formalmente l’accaduto e contribuire alla documentazione del caso.

Se il pagamento è stato effettuato con carta di credito (non prepagata), è consigliabile contattare la propria banca o il circuito della carta per avviare una procedura di contestazione della transazione. In alcuni casi, ciò ha permesso agli utenti di ottenere un rimborso diretto.

I segnali c’erano: le sanzioni dell’Antitrust

Il caso FlyGo non è un fulmine a ciel sereno. Già in passato, l’Antitrust aveva multato la società con una sanzione da 500.000 euro, accusandola di vendere biglietti Ryanair a prezzi maggiorati e di far credere ai clienti di trovarsi su un canale ufficiale della compagnia aerea. Una pratica scorretta che aveva già minato la reputazione del portale, ma che non ne aveva fermato la crescita.

FlyGo, insomma, era una bomba a orologeria. E chi ha continuato a fidarsi, oggi ne paga il prezzo.

Un finale amaro per migliaia di viaggiatori

Il fallimento di FlyGo si è trasformato in un incubo collettivo: viaggi annullati, soldi persi, vacanze rovinate. Una storia che mette in guardia tutti i consumatori sull’importanza di verificare l’affidabilità dei portali prima di effettuare acquisti online, soprattutto quando si tratta di viaggi.

Nel frattempo, le associazioni dei consumatori continuano a fare pressione affinché il sito venga definitivamente oscurato e che non si ripeta più un caso simile.

Per chi ha subito un danno, il consiglio è di agire subito: 22 settembre è la scadenza ultima per far valere i propri diritti nel procedimento fallimentare. Dopo, ogni possibilità di rimborso sarà ancora più remota.

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